Tanti auguri Donna Maria per i tuoi primi 100 anni.

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BITRITTO: I PRIMI 100 ANNI DI DONNA MARI’ D’ LA POST

Bitritto, 10 febbraio 1918-2018, un secolo, una vita, una storia da raccontare. E’ oltremodo difficile raccontare la storia di una donna che ha fatto della discrezione il suo distintivo di vita. E’ quella di AVOLOS Maria Costantina Teresa, meglio conosciuta a Bitritto come Donna Marì d’ la post. Figlia appunto di AVOLOS Giuseppe, Don Bep d’ la post anche lui. Si perché l’ecclettico Don Beppe, chimico, enologo, apicoltore, cunicoltore, era stato anche un ardito telegrafista e in quanto tale, mercé l’imparentato Senatore del Regno Nicola Balenzano, fu nominato, dal Regio Ministero delle Poste e Telegrafi, Gerente del locale Ufficio Postale di Bitritto. Era consuetudine allora che un famigliare prendesse il posto del padre dimissionario. Maria Costantina in questo ruolo svolto con abnegazione e totale disponibilità verso i compaesani si applicò sino a diventare Direttrice dell’Ufficio Postale del nostro paese. Questa sua scelta burocratico-istituzionale segnò una svolta rispetto alla sua immaginata strada mistica percorsa in via De Rossi a Bari dalle Suore Giuseppine tra preghiere, pazienti ricami e solfeggi in chiave di violino.
In via Balenzano, prima, e in via Roma, poi, tra il ticchettio del telegrafo, l’odore di timbri e colle per francobolli, la nostra Donna Maria ha visto crescere la piccola e bucolica Bitritto con l’orecchio teso agli eventi nazionali. Era qui da lei che approdavano i telegrammi urgenti della Prefettura di quella irrequieta Italia del dopoguerra, le lettere color senape dei giovani bitrittesi sui diversi fronti del secondo conflitto mondiale, le commoventi e strazianti lettere dei nostri concittadini emigrati verso il Venezuela, il Canada, gli Stati Uniti, prima, e verso il Belgio, la Germania e il triangolo industriale, poi. Non di rado, vedendo in filigrana qualche busta era facile intravedere al suo interno qualche “pezza”, sudata banconota da 5 o 10 dollari inviata ai propri famigliari da uno dei tanti bitrittesi emigrati. Cospicue erano, in quegli anni, le preziose rimesse dei bitrittesi emigrati che affluivano sui tanti libretti postali di risparmio. Una provvidenza, questa, che faceva crescere Bitritto che intanto da bucolica si trasformava in attivo paese commerciale. Un forno per frutta secca per ogni porta, tale da denotare Bitritto come “paese delle nocelle”. La paziente disponibilità di donna Maria non conosceva orari. Anche a sera tardi, ritornati dal lavoro nei campi, molti si riversavano da lei per sapere il contenuto delle lettere e vergare una accorata risposta. Donna Marì vid Sign’ri c’è disc fignm (Donna Maria vedete voi cosa dice mio figlio) si sentiva chiedere da tanti che si recavano alla sua casa per conoscere cosa un figlio comunicava dal fronte di guerra e, finito il conflitto, dal luogo di emigrazione. Dopo averla letta spesso si sentiva ringraziare ed implorare ad abbozzare una risposta, spesse volte straziante ma fiduciosa in tempi migliori. Maria Costantina Teresa ha vissuto per oltre 60 anni con il professore bitontino Francesco STELLACCI, si sposò l’8 settembre (!) del 1949 e con somma sorpresa, complice il Parroco Monsignor Antonio Masellis, al telegrafo di Bitritto quella mattina arrivò il telegramma augurale di Papa Pio XII firmato dall’allora Sostituto della Segreteria di Stato Vaticano, “Montini”, poi, futuro, Papa Paolo VI. La loro unione è stata allietata dalla nascita di tre figlie, Carmela, Natalia e Silvana, che con immensa gratitudine ringraziano Dio per averla preservata e custodita così a lungo. E’ forse questa la storia di un “piccolo mondo antico” che scompare ma che ci invita a riconoscere la preziosità della persona anziana: un tesoro immenso, una storia vivente, non “un costo sociale, non uno scarto” come spesso la modernità ci induce a considerare.
(g.a.)

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